Torna alla pagina iniziale  

Zuccone Campelli - Via Ferrata Minonzio - Barzio (LC)

Escursione del 15/09/2009

   

 

Torna a Alpinismo

 

Torna a Alpinismo in Lombardia

 

Lo Zuccune Campelli è la cima di un gruppo di guglie stupende della Valsassina. Situato sui Piani di Bobbio, famosa località turistica della Valsassina e della Valtorta, è alto 2173 metri. Tutto il gruppo dei Campelli forma una anfiteatro roccioso stupendo che non ha nulla a di che invidiare alle Dolomiti. Su queste montagne ci sono diverse vie di arrampicata ed una ferrata dal percorso vario ed in ambiente severo e dolomitico.

La Ferrata Minonzio è appunto il percorso attrezzato che porta in cima allo Zuccone Campelli. Questa ferrata è considerata difficile sia per le difficoltà tecniche e sia per l’ambiente da non sottovalutare. Ciò che maggiormente rende difficile la ferrata sono i tratti da percorrere in discesa, di cui uno con passaggi di III grado da affrontare in discesa. L’attrezzatura è composta da una sola catena ed in un tratto solo è presente una scaletta metallica. Nei punti più esposti i vari tratti di catena sono comunque ravvicinati dando sempre una buona rassicurazione; sono presenti anche diversi fittoni per la salita in cordata.

La roccia è in generale buona e ben dotata di appigli e appoggi, e come molte ferrate del Lecchese, si può scegliere se usare la catena per la sola assicurazione arrampicando su roccia, oppure utilizzare la catena per facilitare la progressione nei punti ritenuti più difficili. Vista la buona qualità della roccia lungo il percorso consiglio di utilizzare per quanto possibile la roccia per la progressione per una salita più divertente e di soddisfazione.

I piani di Bobbio si possono raggiungere sia dalla Valsassina (LC) utilizzando la funivia (se funzionante) o la strada sterrata che da Barzio collega i Piani di Bobbio (circa 1000 metri di dislivello), oppure dalla Valtorta (BG) per sentiero fino ai piani di Bobbio (circa 350 metri di dislivello).

 
   

 

 
     
 

SCHEDA ESCURSIONISTICA

GALLERIA FOTOGRAFICA
     
LOCALITA': Barzio (LC)  
PARTENZA: Piani di Bobbio - arrivo funivia  
ARRIVO: Zuccune Campelli (via Ferrata Minonzio)  
QUOTA PARTENZA: 1640 m s.l.m.  
QUOTA ARRIVO: 2173 m s.l.m.  
DISLIVELLI: 533 m di cui 150 per la sola ferrata  
TEMPO DI PERCORRENZA: 1 h per l'attacco ferrata - 1 h 30 min  -  2 h per via ferrata  -  2 h per la discesa dal canalone dei Camosci  
DIFFICOLTA': EEA-D  
ATTREZZATURA: Abbigliamento e calzature da alpinismo, corda, imbragatura, set ferrata, casco  
TIPO DI PERCORSO: ferrata difficile, con roccia buona e piena di appigli e appoggi. Presente solo la catena per assicurazione e aiuto alla salita. Discesa per canale ghiaioso e con piccoli e facili roccette.  
DESCRIZIONE:

La descrizione parte dai Piani di Bobbio, dove si raggiunge seguendo la strada bianca in direzione est / sud-est il Rifugio Lecco. Dal Rifugio Lecco si prosegue per sentiero seguendo il corso delle piste da sci seguendo sempre la direzione est entrando nel bellissimo anfiteatro della Valle dei Camosci. Ci si tiene sul fianco della montagna alla nostra sinistra e quando si giunge al termine delle piste inizia uno stretto sentiero che sempre nella stessa direzione risale il fianco della montagna. Lungo il sentiero si incontrano i primi bolli gialli che indicano il percorso da seguire. In ogni caso si deve arrivare in fondo al vallone per poi eseguire un traverso su larga cengia in direzione sud fino a giungere ad un canale dove si trovano le prime attrezzature.

Indossati imbrago, kit da ferrata e casco si risale il facile, ma ripido, canale aiutati dalle catene. Fino a giungere ad una forcella dove ha inizio la ferrata vera e propria.

Si inizia subito con un bel tratto verticale ed in leggero traverso verso sinistra che ci porta sopra una cengia. Superata la cengia, si percorrono alcune piccole roccette facili e divertenti da arrampicare fino a giungere ad una bella fessura da risalire con passaggi di arrampicata non superiori al II grado. Successivamente altre facili roccette che in uscita ci portano sulla sommità erbosa del torroncino, da dove tra l’altro si vede la cima e le restanti guglie da “cavalcare”.

Si prosegue lungo il torrione per poi, con facili passaggi in discesa, portarsi più sotto fino a giungere al tratto più difficile dell’intero percorso, la discesa del torrione. Si inizia a scendere un corto ma stretto e verticale tratto dove bisogna cercare i punti di appoggio per i piedi. Appigli e appoggi buoni ma un po’ nascosti in discesa, inoltre in questo tratto la catena è molto lasca. Successivamente si prosegue seguendo la catena fino a giungere al salto più lungo ed esposto, ma più ricco di appoggi e appigli del precedente. Anche qui la catena è lasca ma nel punto iniziale della discesa ci si può assicurare bene per sporgersi a cercare i passaggi. Terminata la discesa si attraversa la base del bellissimo e selvaggio intaglio roccioso per risalire ora con passaggi più facili, un tratto verticale ma ben appigliato. Segue un piccolo traverso esposto con appoggi e appigli più piccoli ma ben visibili e facilmente raggiungibili ci porta ad una scaletta verticale. La scaletta la si raggiunge in leggera spaccata con le gambe e va risalita di forza assicurandosi alla catena alla nostra sinistra. Risalita la scaletta si supera una breve cengia passando in mezzo a due rocce per poi traversare verso destra su una cengia più lunga ed esposta, ma con buoni appoggi che ci porta nell’ultimo tratto di ferrata.

Si risale la parete inizialmente verticale e abbastanza atletica, ma mai povera di appigli e appoggi che mano a mano che si risale diventa sempre meno faticosa e impegnativa, fino a giungere al tratto di cengia finale che con una ultima facile risalita ci porta al termine della ferrata.

All’uscita della ferrata si segue il sentiero di sinistra che porta in cima. La vista è molto bella e panoramica su molte altre cime delle Orobie e della Valsassina

La discesa può essere effettuata dal sentiero che scende verso nord e riporta poi a ovest sul sentiero percorso all’andata per raggiungere l’attacco, oppure per il più suggestivo e alpinistico canalone dei camosci.

Consiglio molto di scendere dal canalone dei Camosci in quanto si rimane in un ambiente prettamente roccioso e severo. La discesa non è difficoltosa e non è esposta, ma il terreno è molto friabile ed occorre procedere con cautela per non scivolare e non far cadere sassi che possono risultare pericolose per le persone che ci potrebbero essere sotto. Dalla cima si scende verso il termine della ferrata appena percorsa, per poi proseguire in direzione sud-ovest verso una seconda cima dove si trova una specie di scultura in ferro con una campana. Si passa dapprima per un brevissimo tratto di sentiero attrezzato per poi continuare su sentiero. Non si raggiunge la cima, ma poco prima di risalire per raggiungere questa elevazione parte alla nostra destra (nord-ovest) la discesa per il ripido canale. Sono presenti degli ometti lungo il percorso pertanto non è difficile individuare il canale giusto. Si scende lungo il canale per un ipotetico sentiero fatto di roccette facili e tratti di ghiaia fino a raggiungere la base più ghiaiosa del canalone. Ci si porta infine al centro del bellissimo anfiteatro dei Campelli e ci si ricongiunge con il sentiero di andata che porta al Rifugio Lecco e successivamente ai Piani di Bobbio.

 
I piani di Bobbio
L'anfiteatro dei Campelli
L'arrivo al tratto attrezzato che porta alla ferrata vera e propria
Il canale attrezzato per arrivare all'attacco della ferrata
L'inizio della ferrata
Un tratto verticale prima della cresta erbosa
La cresta erbosa
La risalita su cengia prima della discesa

Il ripido canale da scendere e da risalire dalla parte opposta, sulla destra si nota la catena di discesa

La vista frontale del tratto di discesa Il traverso da effettuare (quello più facile) Il canalone di discesa